Descrizione

Difficoltà (scala CAI): E

Dislivello (positivo, negativo): +584m, -584m

Quota (min, max): 353 m, 691 m

Distanza: 13,1 km

Tempo di percorrenza: 4.30 h

Fondo: tratti di sentiero e strade sterrate

Partenza: area attrezzata Villalba

Arrivo: area attrezzata Villalba

Fonti d’acqua: vicino la baita presso il parcheggio dell’area attrezzata

Punti d’interesse: punto panoramico sulla valle del Fiume Paglia e dei suoi affluenti

Parco/Sito Natura 2000: Selva di Meana (Allerona) ITIT5220002

Lasciato il parcheggio dell’area attrezzata di Villalba, si attraversa la SP 50, si superano i tavoli dell’area pic-nic, ci si trova in una zona in leggera discesa priva di sottobosco e dopo poco si svolta a sinistra dove inizia il percorso ad anello. Si prosegue in discesa superando in sequenza gli alvei di due torrentelli solitamente asciutti che si gettano nel sottostante Torrente Rivarcale. Giunti ad un incrocio con un altro sentiero si prosegue a destra in discesa, si superano altri due alvei asciutti sino a raggiungere una zona con un rimboschimento di alberi di pino. Attraverso un'ampia breccia si oltrepassa un muro a secco che taglia il sentiero e subito dopo ci si trova all’incrocio con una comoda strada sterrata che va seguita verso sinistra in salita per 200 m sino ad arrivare in una radura al Podere Casanova. Quindi si imbocca un sentiero che scende nel bosco e si supera un poggio. Ora nel bosco i pini hanno ceduto il posto alle querce che affondano le loro radici tra gli affioramenti di arenaria. In breve si raggiunge un’ampia radura, da cui è visibile il casale di Podere Fargneto, attraversata da una comoda strada brecciata che va seguita verso destra. Si prosegue per il percorso più evidente che si inoltra nel bosco seguendo il crinale tra le valli del Fosso Ritorto e del fosso di Rivercale. La strada attraversa un’altra radura dove sono presenti diversi esemplari di cerro e dove è presente una rete di sterrate realizzate dai boscaioli per trasportare la legna, che bisogna fare attenzione a non imboccare per sbaglio. La brecciata continua superando un poggio con dei pini e infine il limite tra il bosco e le più basse colline coltivate. Da qui la vista è libera di spaziare sulla valle del Fiume Paglia e dei suoi affluenti. Da sinistra verso destra sono visibili: in primo piano il borgo di Podere Lepraia, in lontananza il cento abitato di Città della Pieve, la valle del Torrente Chiani con un’ampia zona calanchiva sopra la quale sono visibili i centri di Fabro, Parrano e Ficulle, all’orizzonte il monte Peglia riconoscibile per le sue antenne e più a destra i monti Amerini sotto i quali in basso fa capolino il vicino abitato di Allerona. All’estrema destra concludono il panorama i colli Vulsini su cui spicca la sagoma del castello di Torre Alfina. Percorsi ancora pochi metri si raggiunge un incrocio con una brecciata in condizioni molto migliori di quella percorsa sinora. Si deve prendere a destra in discesa, si scende per l’ampio stradone e si raggiunge il successivo insediamento di Case Celvio. Lo stradone ci guida con una serie di tornanti sino al fondo della valle del torrente Rivarcale che si supera su di un comodo ponte per poi risalire sull’opposto versante. Superati alcuni tornanti in salita si giunge ad un evidente bivio dove bisogna prendere a destra, seguendo una brecciata che percorre in leggera salita il crinale della collina sino ai ruderi del podere Fallo, di fronte ai quali troneggia una farnia secolare. Si prosegue sulla strada principale costeggiando il grande edificio di Podere Granaro, anch’esso in rovina e circa 1 km dopo di questo si lascia la strada carrabile per imboccare sulla destra una sterrata malmessa in leggera salita che prosegue nel fitto bosco fino ad una zona rimboschita a cipressi, superata la quale piega decisamente a sinistra in salita. Poche decine di metri prima di sbucare sulla strada asfaltata si deve fare attenzione ad imboccare un sentiero poco evidente che si stacca da quello principale verso destra. Seguendo il percorso ci si troverà a percorrere una pista da ciclocross attrezzata con numerosi bassi trampolini. Si segue con la pista sino ad un ampio stradone brecciato che va attraversato per imboccare di nuovo il tracciato minore sul lato opposto dove in breve si raggiungono altri trampolini. Superati tre modeste incisioni si raggiunge la zona priva di sottobosco dove era iniziato il percorso ad anello.

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